Fiera del mare di Pegli anticipata al sabato e solo per mezza giornata, infuria la polemica sulle pagine social di quartiere

Già l’anticipazione rispetto alla tradizionale ultima domenica del mese aveva suscitato polemiche, poi, stamattina, quando i cittadini sono scesi in strada e non hanno trovato le bancarelle (piazzeranno dopo le 16:00, sotto un caldo cocente), su Facebook è scoppiata la rivolta. Le proteste degli ambulanti Aval

L’annuncio ai media dall’ufficio stampa del Comune è arrivato ieri: «Torna ad animare la delegazione di Pegli la tradizionale Fiera del mare: quest’anno, in via eccezionale, si terrà domani, sabato 27 luglio, dalle 16 alle 23». Quindi non domenica, come da annosissima tradizione, come è gradito ai pegliesi che a quella tradizione sono legati. Ma l’assessora comunale alle Tradizioni (e al Commercio) Paola Bordilli ha deciso, scusate il gioco di parole, che quest’anno la tradizione non poteva essere rispettata, anticipando la manifestazione commerciale e causando lo sdegno di quelli secondo i quali le tradizioni vanno rispettate.
Non tutti hanno letto l’orario pubblicato dai vari media, limitandosi a mugugnare sui social già da ieri per lo spostamento e questa mattina sono scesi a guardare i banchetti della fiera, circa 80 quelli previsti, di buon mattino, per evitare il caldo asfissiante di una giornata di bollino giallo per ondate di calore, diramato – mica pizza e fichi – dal ministero della Salute, con tanto di preallerta di servizi sociali e sanitari. Nell’area deputata alla fiera, però, bancarelle non ce n’erano. Gli ambulanti (non tutti giovanissimi) saranno costretti a montarle nelle ore più calde della giornata, come se per loro non fosse prevista alcuna tutela. Un conto è “piazzare” all’alba, altro conto è dover montare i banchi sotto un sole cocente in un’area dove ombra non ce n’è, cioè nel tratto di lungomare di Pegli davanti ai giardini Peragallo e largo Calasetta.
Delusione, brontolii e forti polemiche sui siti di quartiere. Tra i commenti più polemici sulla pagina “Sei di Pegli se…” quelli di Albina Mendillo, che ottiene molti like dagli iscritti.: «La festa del mare. Che si è sempre svolta di domenica (l’ultima di luglio) una tradizione che si ripeteva da una vita. Ora qualche pensatore ha deciso di cambiare gli usi ed i costumi facendola di sabato i banchetti che al mattino della domenica si preparavano per ricevere i primi clienti, ora dovranno approntare la loro mercanzia sabato pomeriggio, pare dalle ore 14. Credo che scelta più deludente non poteva essere fatta. Una tradizione che dura da decenni deve essere rispettata… cambiarla non ha senso. Sopratutto se il cambiamento non porta alcun miglioramento quindi privo di motivazioni serie e fondate. Una scelta discutibile… chissà perché mi fa venire alla mente una certa fontana…».
E a un altro membro del gruppo che ricorda come domenica ci sia anche la fiera di Arenzano, Albina risponde: «Mauro, mi permetto ricordarti che Arenzano non fa parte del comune di Genova… Pegli sì.. e poi non mi sembra che ci siano mai stati conflitti tra le due feste. Le persone preposte a gestire questi eventi (non voglio far nomi) dovrebbero meditare bene ma bene bene prima di fare scelte discutibili e inappropriate. Pegli è già in declino per altre cose decisamente più importanti della Festa del Mare, ma perché privarla di un evento che le dà un po’ di lustro».
Cinzia Fiocchetti aggiunge: «Per la prima volta me la perderò visto che è stata inspiegabilmente anticipata… Peccato». E Giorgia Porta scrive: «Mi ricordo la Fiera del Mare: al mattino andavi a girare la sera andavi a comprare ma era domenica. Peccato speriamo che i banchi rimangano fino alla sera (perché io al sabato n. d. r.) lavoro».
C’è poi il capitolo “fuochi d’artificio serali”, anche quelli tradizione della domenica sera sovvertita dall’assessora alle Tradizioni. Stefania Nervi ieri scriveva «Sul molo di fronte a largo Calasetta non c’è ancora nessun allestimento per i fuochi. Gli anni scorsi iniziavano a montare le impalcature qualche giorno prima. Hanno cambiato location?». E Gigi Conti chiosa: «Sicuramente apparirà un assessore per prendersi il merito di aver fornito i fuochi d’artificio».
Sono in tanti a chiedersi il perché di questo sovvertimento delle tradizioni pegliesi, tra l’altro da parte di Bordilli, che è pegliese e ben dovrebbe conoscere l’attaccamento dei cittadini locali.
Un indizio per decifrare le misteriose motivazioni della scelta, che sul comunicato ai media l’assessora si guarda bene dal motivare (parlando solo di eccezionalità), potrebbe venire dal commento di Cristina Carelli: «Io ho capito da Margherita che ha il negozio di abbigliamento vicino a Battifora che sabato ci sono iI fuochi e i negozi aperti sul lungomare e domenica le bancarelle, giusto?».
In effetti, domenica ci saranno delle bancarelle sul lungomare di Pegli, ma non quelle della Fiera del Mare. Come ogni prima domenica del mese il marciapiede viene invaso dai banchetti del mercatino di antiquariato, hobbistica, modernariato e alimentari con circa 80 espositori, organizzato dalla Pro Loco. Quello i banchi li piazzerà sì al mattino, dalle 8:00 di domani. E occuperà il lungomare per tutta la giornata. Chissà se la fiera di antica tradizione è stata anticipata per non incomodare il mercatino della Pro Loco? Resta inspiegabile ai più, comunque, la decisione di far aprire la fiera solo alle 16, sotto la cappa di canicola pomeridiana. «Se ad essere esposti al caldo fossero degli animali, sui social scoppierebbe il finimondo e le associazioni animaliste si scaglierebbero contro il comune – mastica amaro un ambulante -, ma di noi non importa niente a nessuno, men che meno al Comune». È lo stesso ambulante a spiegare che un motivo per l’orario posticipato c’è. Ormai i fieristi puri sono pochi, le fiere le fanno gli stessi operatori dei mercati. Il sabato mattina ci sono due mercati importanti, quelli di Tortosa e Terralba, e certo gli ambulanti non li perdono. Se la fiera non fosse stata spostata, il problema non si sarebbe posto.
Il 7 luglio scorso, l’associazione indipendente degli Ambulanti Aval (che ne riunisce un corposo numero) avendo appreso del progetto di spostamento da un articolo su un media locale spesso scelto da Bordilli per diffondere anticipazioni, aveva scritto all’assessore: «La nostra associazione si dichiara contraria sia nel merito che nel metodo adottato – si legge nella missiva -. Riteniamo che una tale anticipazione potrebbe portare ad una desertificazione di operatori costretti a smontare banco nei rispettivi mercati e a rimontarlo alla Fiera, sotto il solleone di luglio. Questo potrebbe portare molti colleghi, tanto più che alcuni arrivano da fuori regione, a scegliere di non partecipare ad una delle due occasioni di vendita, perdendo in periodo di crisi del nostro comparto un’importante opportunità di vendita. Il metodo adottato risulta perlomeno incompleto, ad un primo incontro tenutosi in aprile con ancora diverse opzioni da discutere e osservazioni da vagliare, non ne hanno fatto seguito altri e si è appreso dello spostamento di data solo a margine di un articolo comparso su un giornale. Molti dei circa 125 operatori presenti in fiera hanno manifestato il loro dissenso e vedono leso il loro diritto a svolgere la Fiera alla naturale scadenza di domenica 28 luglio, a fronte di un accavallamento con altra fiera, cosa che peraltro è sempre esistita e ciclicamente si ripresenta in questa e in altre fiere, e non ha mai creato grosse problematiche».
Tra l’altro, la “comunicazione a mezzo stampa”, anziché avviare una concertazione con i soggetti interessati, non è un metodo inusuale per Bordilli, accusata della stessa cosa dai busker genovesi che si sono trovati il regolamento fatto e finito passato sulle loro teste, senza un minimo di dialogo.
Aval ricorda che la Fiera contava 125 banchi mentre questa volta si è ridotta a 80. E teme anche un altro spostamento, quello della Fiera di Pontedecimo che sarà in contemporanea con la Fiera a Busalla e con la festa del fuoco di Recco. «Ma una fiera – dicono all’associazione – non si sposta mai, salvo allerta rossa, perché altrimenti muore».
Edit: Il “Consorzio Pro Loco Genova”, a cui aderisce la Pro Loco di Pegli fa sapere che “Per quanto concerne l’ipotesi che l’anticipazione al sabato sia stata prevista anche per favorire il mercatino domenicale della Pro Loco locale, desidero segnalare che nel periodo estivo il mercatino della Pro Loco di Pegli è sospeso sino a settembre e quindi l’ipotesi espressa nell’articolo è priva di fondamento”.
Se lo dicono è sicuramente vero. Sul sito della Pro Loco di Pegli, invece, si raccolgono adesioni, citiamo testualmente, «per partecipare ai mercatini organizzati dalla Pro Loco Pegli l’ultima domenica di ogni mese sul Lungomare di Pegli» e non sono riportate eccezioni. La sospensione estiva si legge solo scaricando il regolamento, cosa che fanno solo i diritti interessati, gli aspiranti espositori.
Postiamo sotto sia lo screen dal sito dalla homepage della Pro Loco di Pegli, che parla chiaramente dell’«Ultima domenica di ogni mese», dando un’informazione non corretta, sia lo screen da uno dei tanti siti che rilanciano appuntamenti a Genova e in Liguria in cui l’evento è confermato. Sul web ci sono diversi link in cui si annuncia il mercatino che, come fa sapere il consorzio delle Pro Loco, invece non ci sarà.




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